26 gennaio 2007

Spettacolare.


C'è ben poco da star lì a fare quella faccia. Va bene, si capisce lontano un chilometro, questa fotografia non l'ho fatta io e allora? Sì, lo so, faccio pietà, la foto delle frittatine a stella faceva paura e malinconia, lo so da sola, e con ciò? Son forse qui a voler dare lezione di fotografia a destra e a manca? Faccio per caso Doisneau di cognome? No, e allora, mettetevi il vostro bel cuoricino in pace, non imparerò mai. Ciò detto, veniamo alla torta. E' semplice e sarda. E t'ho detto tutto. E buona, buona, buona. Senza nemmeno lo spettro di un mezzo cucchiaino di burro e/o olio. Che di questi tempi, di tentativi scellerati di una parvenza di controllo calorico, direi che è puro lusso. In più, ho sperimentato con enorme successo una teglia di quelle gommose e mollicce, che mi ha regalato la mia amica Natalia, che delle torte è regina indiscussa. Il procedimento per la medesima torta è banale, come potrebbe essere diverso da così? E' tutto per 3.
3 uova
300 gr di zucchero
300 gr di farina
300 gr di ricotta

un limone grattuggiato
una bustina di lievito per dolci.

Fine delle trasmissioni. Si scelga una teglia consona all'evento e l'operazione torta di ricotta, in meno di mezz'ora di forno a 180 gradi, potrà dirsi felicemente conclusa.

Resta però, un dilemma. Come ripagare l'Esimio Fotografo, per aver immortalato con siffatta maestria la mia umile opera? Ma come, due le unità di misura: fette di torta e baci. E a multipli di tre, lo ben si ricordi.


1 commento:

francesca ha detto...

Fatta. Buonissima. Ho avuto un problemino perchè forse le mie uova erano un po' piccole. L'impasto era difficile da mesolare e ho dovuto aggiungere due bicchieri di latte. Be'............ era squisita.
Grazie mille della ricetta. Ricambio il favore con la ricetta dei gnocchi (anche a Genova si dice "i gnocchi") di zucca.
Baci.
Franci