Indicazioni per il pane.
280 ml di acqua
1 cucchiaio di olio di oliva
1 cucchiaino di sale
1 cubetto o una bustina di lievito
Al primo bip, aggiungere il rosmarino.
Un bel nastrino, una conchiglia, un tovagliolino coi coralli e voilà.

Ho avuto per così dire il mio bel daffare. Non già in senso culinario. I miei menù di questi ultimi giorni consistevano perlopiù in vezzeggiativi: minestrine, spremutine, purèini che non si dice ma che cosa importa, verrà mica il signor Zingarelli a controllare? Insomma, coi figlioli malaticci non è che una possa propriamente darsi alla pazza gioia in cucina. Però, per dare loro una sferzata, considerando anche che stasera riede l'Universitario, dopo una settimana densa di esami e studio matto e disperatissimo (!), ho pensato di preparare il Gran Visir di tutte le mie pietanze, il Signore e Padrone della tavola domenicale, l'Amante della Lasagna ma che non disdegna neppure il Fusillo. Lui, Messer Ragù. Le mie origini emiliane non sono capitate a caso, sono campionessa mondiale di ragù, lo sanno anche i sassi. Ne preparo quantità diciamo importanti per avere la possibilità di darlo in dote settimanale all'Universitario quando, come la transumanza vuole, ritornerà alle sudate carte domenica sera. Nessun segreto. Carne macinata, scalogno, sedano, carota, alloro, sale e pepe. E prima di aggiungere la passata, un cucchiaino di Saporita. Forse il segreto è proprio questo. Ma a ben pensarci, questo qui che si accoppia con Lasagna e Fusillo, non è che mi è, come dire, biadesivo? Ohibò, già son peccatrice di mio, pure il ragù bisex mi doveva capitare! C'è solo sa sperare che Ruini non lo sappia mai! 
Questa straordinaria distesa di gnocchi rigorosamente fatti a mano, rigorosamente cosparsi di farina di semola, come la mia Amica mi ha insegnato, hanno costituito una parte del semplice menù della Cena a sei mani, svoltasi ieri sera. Certo, non son qui per dare la ricetta dei gnocchi (che poi si dice degli gnocchi, ma in Lombardia, signora cara che fa quella faccia inorridita, si dice dei e allora mi lasci andare avanti e non interrompa, lo so che è un errore di grammatica, ma io lo chiamo lombardismo e va bene così). A farli è semplice, meglio se in compagnia, e far scivolare la pasta sulla forchetta, per fare le righine, è un gesto che mi ricorda mia nonna, e per questo mi piace. Il condimento potrà essere, a scelta, un buon pesto, una salsina ai quattro formaggi ( sì lo so, è un sugo pronto, ma insomma, non ce la facevamo a fare tutto), e il mitico ragù. E' stato un vero trionfo. E dato che ho già fatto un errore di grammatica, stavolta mi lascio proprio andare e insieme all'errore ci metto anche un tocco di elegante, impercettibile volgarità: per fare dei gran gnocchi bisogna essere delle gran. Ah, signora mia, per una volta, c'è arrivata anche lei! 
un limone grattuggiato
una bustina di lievito per dolci.
Fine delle trasmissioni. Si scelga una teglia consona all'evento e l'operazione torta di ricotta, in meno di mezz'ora di forno a 180 gradi, potrà dirsi felicemente conclusa.
Resta però, un dilemma. Come ripagare l'Esimio Fotografo, per aver immortalato con siffatta maestria la mia umile opera? Ma come, due le unità di misura: fette di torta e baci. E a multipli di tre, lo ben si ricordi.


Che notte, signora mia, che notte. Ieri sera, intorno alle 11, nessuna voglia di andare a dormire, pregustando un week end tranquillo all'insegna del Faccio Solo Le Cose che Mi Piacciono, ecco la folgorazione. Farò un pan brioche per la colazione di domani. Più facile a farsi che a dirsi, con la mia magica Macchina Del Pane, il cui acquisto ha determinato, insieme al Kitchen Aid, un bel salto di qualità per la mia cucina direi normale, fino a poco tempo fa, ed ora fantasmagorica, scintillante e scoppiettante di cose buonisssssssssime. Bene, il pane che ne è scaturito alle 1,30 circa ora locale, e che ha inondato la casa del profumo che si sente solo in prossimità delle pasticcerie, non ha nulla da invidiare al Brioscè del Mulino Bianco che si compra al super. Anzi, è più buono. Croccante fuori e sofficissimo dentro. Dato la delicatezza dell'operazione mi vedo costretta, mio malgrado, a dare le dose per filo e per segno, cosa che faccio raramente perchè non sono una cuoca, non ho voglia di esserlo, mi piace fare esperimenti e basta. Allora, si prenda la macchina del pane e la si disponga sul piano di lavoro. Dopodichè, avendo avuto cura di inserire la spina nalla corrente, disporre nel cestello e nell'ordine che segue gli ingredienti che vado ad illustrarvi testè:

Non che in questi giorni non cucini, certo che no. Anzi, ho passato un week end di delirio culinario, la domenica, soprattutto, con un tempo da lupi che non invogliava a fare niente di niente. Cucino, certamente, ma è complicato fotografare e documentare, magari quando hai ospiti, e metterti lì, la tavola preziosa, le candele e tutto il resto, con la tua bella macchina fotografica a dire all'arrosto, fermo così, sorridi. Mi rifarò nelle vacanze. Intanto, questi biscottini, opera mia e dell'infanta, su ricetta di Kjaretta, lei, che le dosi e i procedimenti li scrive con precisione millimetrica e poetica, perchè no. Sono alla cannella, buonissimi e molto, molto natalizi. A qualcuno l'Infanta ha fatto un buchino, passato un nastro rosso e portati a scuola. Una domenica di biscotti è quanto di più rilassante si possa trovare, in giorni frenetici di quasi Natale, profumo di buono e fuori che piove. 